lunedì 9 giugno 2014

LA FIDAPA E IL KIWANIS DI AUGUSTA PRESENTANO “L’UNDICESIMA”

Sotto il patrocinio della locale sezione della Fidapa e del Kiwanis Club di Augusta, giovedì 19 Giugno 2014 alle ore 18,30 nel Salone di rappresentanza del Circolo Unione di Augusta, in Piazza Duomo 3, verrà presentato il libro “L’undicesima” di Raimondo Raimondi, edito dalle Edizioni Il Foglio di Piombino. Introdurrà la serata Rosalba Amara Partinico, presidentessa Fidapa, relazionerà la professoressa Gabriella Rista, docente di Lettere presso il Liceo Classico Megara di Augusta, leggeranno alcuni brani del libro Gaetana Bruno Ferraguto e Lucia Imprescia. Seguirà un intervento musicale al pianoforte del maestro Salvino Strano che eseguirà alcune colonne sonore da film. Il libro racchiude undici racconti che, in massima parte, possono inquadrarsi nel filone delle crime stories. In questi racconti noir si agita una schiera di personaggi accomunati da una personalità border line, che spesso smarriscono ogni naturalezza, ogni umanità, ogni valore condiviso. “L’undicesima” sta registrando un buon successo di critica e di pubblico ed è stato recensito su tanti giornali e riviste e su numerosi siti web dedicati alla letteratura. Gode di una presentazione della scrittrice Veronica Tomassini, giornalista del Fatto Quotidiano, e di una foto di copertina di Luca Morreale. Tra le tante recensioni vale la pena citare un brano dell’articolo di Roberto Mistretta, pubblicato nella rubrica “Scaffale” del quotidiano La Sicilia: “In Italia viene veicolato l'erroneo messaggio che i libri di racconti non allettino i lettori. Tuttavia di fronte alle autentiche perle che Raimondo Raimondi è riuscito a incastonare nella sua ultima opera, "L'undicesima", con scrittura elegante e forbita ma mai pedante, non si può restare indifferenti. L'autore usa la penna come un bisturi per incidere nei mali della nostra opulenta ed egoistica società. Undici racconti che sono undici pugni nello stomaco. Ed ogni racconto è introdotto da un inciso di noti autori che preludono al dipanarsi della storia. E undici sono le vittime innocenti che una dopo l'altra, in questo racconto così reale da ricalcare la cronaca nera, vengono barbaramente pugnalate da un anonimo impiegato che sfoga sulle donne di strada, la sua sete di sangue. Il femminicidio dei nostri giorni….Ché questo pregio hanno i racconti di Raimondi, di raccontare la nostra realtà con l'occhio disincantato d'un autore da conoscere e far conoscere”.

Raimondo Raimondi vive tra Augusta e Siracusa. Scrittore e giornalista, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta, è direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline.

sabato 24 maggio 2014

"L'OCCHIO DISINCANTATO DI RAIMONDI": UNA RECENSIONE DI ROBERTO MISTRETTA

Così giovedi 22 maggio Roberto Mistretta ha recensito "L'undicesima" per la prestigiosa rubrica "Lo scaffale" del quotidiano "La Sicilia":
In Italia viene veicolato l'erroneo messaggio che i libri di racconti non allettino i lettori. Tuttavia di fronte alle autentiche perle che Raimondo Raimondi è riuscito a incastonare nella sua ultima opera, "L'undicesima" (Edizioni Il Foglio. 136 pag. 12 €), con scrittura elegante e forbita ma mai pedante, non si può restare indifferenti. L'autore usa la penna come un bisturi per incidere nei mali della nostra opulenta ed egoistica società. Undici racconti che sono undici pugni nello stomaco. Ed ogni racconto è introdotto da un inciso di noti autori che preludono al dipanarsi della storia. E undici sono le vittime innocenti che una dopo l'altra, in questo racconto così reale da ricalcare la cronaca nera, vengono barbaramente pugnalate da un anonimo impiegato che sfoga sulle donne di strada, la sua sete di sangue. Il femminicidio dei nostri giorni. O ancora, nel racconto Amhid l'etiope, l'autore ci presenta un'umanità negletta che vive ai margini della società. Rifiuti tra i rifiuti, eppure anche loro vivi, intrisi di sentimenti e passioni. Uomini extracomunitari, donne sicule appassite e un giovane demente, sono i protagonisti di questa storia drammatica e realissima che si snoda accanto a noi. Ché questo pregio hanno i racconti di Raimondi, di raccontare la nostra realtà con l'occhio disincantato d'un autore da conoscere e far conoscere.

venerdì 9 maggio 2014

RECENSIONE SU "IL BLOG DEI LIBRI"

Recensione di Paolo Daniele Scirpo pubblicata su "Il blog dei libri" (http://www.ilblogdeilibri.com/2014/05/lundicesima-di-raimondo-raimondi/). 
La riportiamo qui integralmente:

"Nel ricreare l’atmosfera di un tempo passato, fatto di piccoli gesti e grandi emozioni, Raimondo Raimondi, nella sua nuova antologia di racconti dal titolo L’undicesima (Edizioni Il Foglio) offre un lucido schizzo della Sicilia “arcaica”, come la definisce acutamente Veronica Tomassini nella sua prefazione. Il vecchio protagonista muto, quasi ombra dell’Ade, del volgere naturale delle cose, è la guida scelta da un giovane ragazzino di città nel racconto d’esordio (Pietre rosse). Quasi un pugno nello stomaco risulta la riflessione lucida di Giona sulla misera condizione umana, lacerata da odii interraziali incomprensibili ed inaccettabili (Sabato di Penitenza) o l’efficace fine otelliana di matrimonio mal riuscito (I soliti sospetti). Quanta proverbiale sicurezza mostra l’invasato protagonista di uno dei racconti più splatter della raccolta (L’allievo di Satana), come fosse tratto quasi per intero da quei tanto simili fatti di cronaca nera, appena accennati nei quotidiani nostrani. Che dire poi della maturazione tardiva di un menomato discendente di antica razza avvizzita che passa attraverso il piacere sessuale finalmente appagato e dalla conseguente liberazione da un amore materno malsano (La bambola olandese)? Il racconto successivo (Amhid l’etiope) è un vero e proprio abbozzo di romanzo che ricorda l’atmosferica onirico-sacrale dei lavori di Giuseppe Rovella (autore immeritatamente dimenticato, siciliano come Raimondi), ed apre uno squarcio nella misera realtà di gente “vinta” che s’aggira nella bella e desolata Ortigia siracusana. Che la vita non fosse una noiosa trasmissione televisiva lo impara a sue spese Ramon, inquieto ed annoiato interprete del racconto (Zapping), quasi una scheggia di follia degna di Arancia meccanica. Nemmeno i moderni dispensatori di morte locali sono immuni dalle più fastidiose delle concorrenze e l’orgoglio ferito sanguina più di un colpo di Beretta (Killer night). La vita tutto sommato tranquilla di un nano nella magica laguna veneta viene sconquassata alle fondamenta dal casuale incontro con un vecchio vagabondo che ha assaporato tutti o quasi i dolori umani senza trovare il tanto agognato perché (Palak il nano). Quale esempio moderno di metateatro plautino l’atto di denuncia feroce messo in scena da un egocentrico attore intellettualoide fa da contraltare ad un coro di streghe antiglobalizzazione che richiama il lettore sui pericoli della società contemporanea (Uguali e diversi). A chiusura del volume (L’undicesima) storia che richiama i temi presenti in tutti i racconti precedenti: Eros e Thanatos, gettati artisticamente sulla tela di una trama degna di un abbozzo di romanzo criminale. 
Con l’uso di adeguate citazioni letterarie, dandoci spesso delle chiavi di lettura ai singoli racconti, Raimondo Raimondi mi ha piacevolmente intrigato con il suo tratto dark che difficilmente si può cancellare dalla nostra memoria pregressa, e ne siamo certi, dall’animo di chiunque abbia visto nell’essere umano il lato oscuro nelle sue molteplici sfaccettature."

sabato 5 aprile 2014

"L'UNDICESIMA" A SIRACUSA: LA LOCANDINA DELL'INCONTRO DEL 19 APRILE

Il 19 aprile, presso La Casa Del Libro in via Maestranze a Siracusa, con inizio intorno alle ore 18, Raimondo Raimondi presenterà il suo ultimo libro "L'undicesima", dividendo la scena con suo figlio Luca Raimondi, autore di "Se avessi previsto tutto questo", entrambe opere edite da Il Foglio. Parteciperà la scrittrice e giornalista Veronica Tomassini. Una degustazione sarà offerta dalla Taverna Giudecca Ortigia, in un connubio certamente piacevole tra gastronomia e letteratura siracusana. La taverna, per chi ancora non lo sapesse, è da pochi mesi aperta in via della Giudecca 7; un luogo intimo, amichevole, ideale per un aperitivo o un apericena.


domenica 30 marzo 2014

RAIMONDO RAIMONDI OSPITE DI "ZERONOVE TV"

Raimondo Raimondi ospite di "Zeronove in studio", condotto da Michele Mangiafico. Il video dell'intervista, riguardante ovviamente "L'undicesima" e le sue storie di marginalità, è disponibile alla seguente pagina del sito di "Zeronove tv-Sicula web television":

venerdì 28 marzo 2014

"L'UNDICESIMA" SBARCA IN LIBRERIA!

Ai tanti amici di Siracusa segnaliamo che "L'undicesima" è già disponibile nelle seguenti librerie:
- Biblios Cafè in via del Consiglio Regionale 11;
- Casa del libro Mascali di via Maestranza 20. 
- Diana, in Corso Gelone 57; 
- Gabò, in Corso Matteotti 38;
Ad Augusta è reperibile presso la Mondadori di via Principe Umberto 224.

Libreria Diana - Corso Gelone - Siracusa

Libreria Mondadori - Via Principe Umberto - Augusta

Libreria Casa del libro Mascali - Via delle Maestranze - Siracusa

Libreria Casa del libro Mascali - Via delle Maestranze - Siracusa

Libreria Casa del libro Mascali - Via delle Maestranze - Siracusa

Libreria Casa del libro Mascali - Via delle Maestranze - Siracusa

Biblios Cafè - Via del Consiglio Regionale - Siracusa



venerdì 21 febbraio 2014

LA PREFAZIONE DI VERONICA TOMASSINI

Ecco la prefazione al volume a cura di Veronica Tomassini. Una firma prestigiosa, la sua: Veronica è una giornalista che ha fatto molta strada lavorando per anni nella redazione siracusana della "Sicilia" e che è infine approdata alla collaborazione con "Il Fatto Quotidiano" di Antonio Padellaro e di Marco Travaglio. Oltre che di un paio di volumi di racconti, è autrice del romanzo "Sangue di cane" (edito nel 2010 da Laurana), un capolavoro intenso e lacerante che le è valso il plauso della critica.

"Raimondo Raimondi riesce a raccontare ancora una Sicilia arcaica, lo fa in alcune piccole storie contenute in questa raccolta. Ha il respiro del narratore di razza. E opera qualcosa di più, non racconta soltanto di una Sicilia primitiva, ne intercetta i suoni reali, gli intercalare, le chiusure, lo fa introducendo l’elemento nuovo ovvero la contemporaneità, la crudeltà della contemporaneità che investe in special modo i personaggi – spesso soli, di una solitudine inaudita che incontra la durezza di un paesaggio eppur mai privo di fecondi germogli – come il vecchio di Pietre Rosse, il racconto che inaugura questa riuscita composizione. Procedendo di storia in storia, la Sicilia dei poderi, delle mulattiere, dei vecchi solidi e rugosi simili a tronchi d’ulivo, si sottraggono all’attenzione del lettore per cedere il passo al nesso con l’argomento centrale – io credo – della raccolta ovvero il male, il suo pedissequo ingerire con l’ordinarietà dei suoi deboli esecutori; il male che tracima con le sue assurde lusinghe nelle vicende private, ancorché brevi e mai assolutorie, dei protagonisti. Non è un tremendismo facile quello adottato da Raimondo Raimondi, propone nudamente l’efferatezza di certi segreti dell’animo umano con la competenza del grande conoscitore di vizi e virtù. Sì, Raimondo Raimondi dimostra la precisione del narratore. La sua scrittura è governata, è piacevole, traduce l’eleganza di uno stile che ho imparato ad apprezzare negli anni (Raimondi ha pubblicato molto altro). Eppure, niente di consolatorio pervade o conclude le sue storie. Sono storie terribili, non saprei come altro definirle, dove il senso del male sovrasta su tutto il resto, malgrado l’eleganza dello stile di cui dicevo, la maturità di una voce o un procedere rassicurante. I fatti che interferiscono sono improvvisi, il lettore non di rado viene colto dall’orrore e dalla sorpresa. Il dettaglio nella successione degli eventi narrati è minuto. Tra i più riusciti, a mio avviso, c’è il racconto intitolato Amhid l’etiope, tragico e intenso. E qui Raimondi conferma la sua capacità di raccontare appunto il suo tempo, gli esodi epocali di questi anni, il castigo della clandestinità, i suoi fardelli, gli uomini che vi son caduti, come agnelli, le loro irreparabili verità. Un racconto doloroso, l’animo umano e di più, gli affanni dei miseri accoliti di una retrovia abietta, pur così lontani da Raimondi, sono veri, palpitanti. Questa è la cifra di Raimondo Raimondi, la sua per certi versi spietata credibilità, il suo metodo mai esitante di metterci al muro (noi lettori anche), la sua scrittura governata del disincanto e insieme così tragica, così emotiva. Merita tutta la nostra attenzione, questo autore appassionato di arte tra le altre cose. Non vi annoierete, piuttosto è probabile che chiudendo sull’ultima pagina siate presi da sgomento, ma è un fatto che Raimondi vi abbia raccontato la vita."

Veronica Tomassini